04 febbraio 2008

Quattro schiaffi alla capolista

Da quanto tempo dicevamo che mancava un attaccante? Anni?
Non siamo tecnici ma era evidente anche ai più distratti che il Taranto aveva bisogno di un attaccante che sapesse fare sponda e tenere alta la squadra.
Ieri Plasmati ha dimostrato di saper fare gol, entrambi con bei gesti tecnici che non ti aspetti da uno spilungone alto due metri. Non solo: spizzicate di testa e ali che hanno spezzato le gambe ad una capolista giunta allo Iacovone in piena crisi d’identità. Ma non togliamo meriti al Taranto che sono indiscutibili.
Sprazzi di memoria ci riportano al Taranto di Riganò: il gioco era quello… i paragoni sono improponibili ma finalmente avere la soddisfazione di vedere una punta di area e di movimento fa pensare a quanto tempo abbiamo perso dietro improponibili formule tattiche e scelte sbagliate in fase di mercato. Il problema è non avere un’alternativa a Plasmati ma… antichi vizi e nuove virtù.

UN UOMO CHIAMATO CAVALLO
Ieri la sua ammonizione era data a 0,50. E’ il calciatore più ammonito di tutta la terza serie, girone settentrionale compreso. Ma ci mette l’anima. Nel primo tempo è stato devastante sia nella corsa che nella distruzione del gioco altrui. Chi si ricorda un tal Mazzaferro sa di cosa parliamo.
Cuore, polmoni e anima. E’ il nuovo beniamino della tifoseria rossoblu.

UN NUOVO CAPITANO
Gioca Pastore? Ha giocato e il problema non si è posto. Ma il dubbio su chi avesse dovuto mettere la fascia del capitano ci ha preso un po’ nel pre-gara. De Liguori ormai è storia passata. Ma chi meglio di Colombini può prendersi quella fascia? E così è stato.
Ancora ce lo ricordiamo nel post Avellino andarsi a beccare con quei quattro idioti che vennero fin sotto il settore a sfottere. Un patrimonio da non lasciarsi sfuggire. Rinnovo, please.

CUTOLO E I SORCI VERDI
Ha un conto in sospeso con la Salernitana?
All’andata fece vedere i sorci verdi con quella doppietta all’Arechi vanificata solo da un gran gol di Di Napoli allo scadere e al ritorno… è una furia scatenata. Non sbaglia niente e realizza il terzo gol con colpo sotto e regala a Pinna l’ennesima umiliazione. Quando vede granata Tutolo si trasforma. Dategliene ancora.

CARI...CHI DI MERAVIGLIE
Se ne sono andati a casa i salernitani. Questa volta Cari non sbaglia niente e gliene va dato atto. Chissà se il Taranto ha finalmente trovato tatticamente la quadratura del cerchio. Servono conferme contro l’Arezzo.

Capolista abbattuta e umiliata

4-0 nel primo tempo. Una partita senza storia.
Un Taranto tritatutto umilia letteralmente la capolista Salernitana e regala fiato alle speranze play off. Plasmati si presenta con una doppietta ma è tutto il Taranto ha disputare una partita superlativa. Rientra Cejas, fuori Prosperi. De Falco in grande spolvero e Cavallo che si erge a guerriero spartano. E meno male che mancava Mancini e in attesa di Emerson e Carrozza…

PREPARTITA
Ci ritroviamo in sede per un aperitivo vigoroso. E’ mezzogiorno ma la tensione pre-gara l’avvertiamo tutta. Dopo aver spazzolato tutto ci muoviamo in direzione Iacovone con le auto. Il parcheggio antistante la Nord sarà praticamente deserto. Il prefiltraggio parte dalla gradinata e il solito massiccio dispiegamento di forze dell’ordine sorveglia il tutto.
Ci sono tante abbonati di curva con il biglietto in mano. Altri che proveranno a passare con l’abbonamento: nessuna diretta tv potrà mai regalare le emozioni che solo lo stadio e il profumo dell’erba del campo possono dare. Un piccolo momento di raccoglimento davanti la statua di Erasmo Iacovone e siamo pronti alla nostra Taranto-Salernitana.

INGRESSO IN GRADINATA
Il prefiltraggio passa regolarmente. Alle porte gli stewards si ingrippano a controllare se sull’abbonamento c’è scritto gradinata o curva. La differenza è minima e tanti ragazzi vengono respinti nonostante non stiano rubando assolutamente nulla.
Una volta dentro il settore vedremo tanti volti noti, anche abbonati di curva. Il settore inferiore si riempie mentre l’anello superiore è abbastanza pieno ma non c’è il “sold out”. Ci sistemiamo nella postazione “forzata” dell’anello superiore e appendiamo il nostro omaggio a Erasmo Iacovone: IACO UNICA BANDIERA su un drappo rossoblu.
Avremmo voluto fare molto di più ma disposizioni deliranti, illiberali e anticostituzionali non ce lo consentono.
Le disposizioni sono chiare: con le squadre in campo i cori solo per Erasmo: Iaco, Iaco, Iacovone. I brividi vengono spontanei.

SETTORE OSPITI VUOTO
Il calcio è anche e soprattutto campanile. Taranto-Salernitana senza i gemelli dei baresi ha il sapore di una minestra insipida. Proibire la trasferta a Taranto dei tifosi granata è dichiarare una sconfitta senza condizioni di chi è preposto a garantire l’ordine pubblico.

LE SQUADRE IN CAMPO
Curva nord chiusa per la seconda domenica di sei di squalifica. Entrano le squadre in campo. Dalla parte lato curva nord della gradinata parte una piccola cartata. Noi insistiamo con cori in memoria di Erasmo Iacovone. Lo speaker dello stadio annuncia le formazioni e omette volutamente il nome di Cammarata.
Il Taranto è in campo: non c’è spazio per altro che il sostegno. Tra i cori, ovviamente, non potevano mancare ricordi e fischi a Cammarata e a Blasi per la genialata di escludere gli abbonati di curva da qualsiasi tipo di agevolazione.

GRANDISSIMO PRIMO TEMPO
Cejas, poi Plasmati, poi Cutolo, poi di nuovo Plasmati.
Siamo a carnevale ma lo scherzo se l’è preso tutta la Salernitana. Il Taranto annienta letteralmente la capolista con una prova maiuscola sotto tutti i punti di vista. Grinta, cattiveria, velocità. Da stropicciarsi gli occhi. Pronti via e Pinna deve raccogliere il primo pallone dalle spalle grazie a una botta di Cejas che in controbalzo esplode un ordigno dei suoi e va esultare sotto una curva vuota.
Non basta: la Salernitana non reagisce e accumula solo cartellini gialli. E’ il Magico a fare il match con progressioni ficcanti. Esce l’autore del primo gol per il riacutizzarsi di un dolore al polpaccio ed entra Marsili. Il Taranto conquista tre corner consecutivi e mette all’angolo la capolista. Al trentesimo arriva il raddoppio grazie ad una bella azione di Cutolo per Plasmati che prima controlla e poi beffa Pinna in agilità. Lo stadio crolla e Plasmati viene a festeggiare togliendosi la maglietta e beccandosi un ammonizione.
La Salernitana è groggy, il Taranto esuberante e voglioso. Passano nemmeno dieci minuti e il Magico fa tris: Cutolo (superlativo) scambia con Plasmati e con un colpo sotto mortifica Pinna e porta a tre i gol di vantaggio dei rossoblu. Ci guardiamo negli occhi increduli ma non basta: il delirio viene raggiunto quasi allo scadere quando Plasmati fa poker grazie anche al solito Cutolo che gli serve un pallone invitante e con un preciso rasoterra sulla destra fa piegare Pinna per la quarta volta. La difesa della Salernitana è in bambola mentre dagli spalti si alza il coro al cielo “uccideteli”, come ad umiliare la Salerniata e i suoi trascorsi.

CAMMARATA
Chi ci legge con attenzione sa che non andiamo appresso ai giocatori. Sono professionisti e come tale è legittimo che cambino maglia, anche nel corso della stagione. Non solo: quando non esultano per un gol alle ex squadre, per noi è una mancanza di rispetto per i nuovi tifosi.
Detto questo, noi contestammo Cammarata in Taranto-Pistoiese perché, tesserato del Taranto, chiese a Cari di non essere convocato. Una grave mancanza di rispetto. Lo sapevano tutti che avrebbe dovuto andare a Salerno ma fino all’ultimo minuto devi buttare il sangue per quei colori che appartengono a noi, non ai Blasi di turno. Che poi sia andato a Salerno sono stracazzacci suoi.
Non contento, ha dichiarato ai giornali campani che avrebbe esultato in caso di gol al Taranto.
Cammarata rimane in panca nel secondo tempo, non segna e regala una prestazione incolore. Nel primo tempo è sommerso dai “buuu” di tutto lo stadio che lo apostrofa alla stregua di un traditore.
Crediamo di aver perso solo tempo e fiato questo pomeriggio con Cammarata. Ad malora.

SECONDO TEMPO
Nella Salernitana entrano Ferraro e Piccioni per Milanese e Cammarata. Di Napoli regala perle di spettacolo puro e i granata si avvicinano pericolosamente dalle parti di Barasso.
Intorno al ventesimo la Salernitana accorcia proprio con Di Napoli che raccoglie di testa e supera Barasso. Di Napoli è ancora pericolosissimo con una punizione defilata dal limite: spara una bordata e Barasso dovrà superarsi per mettere fuori.
E’ la Salernitana che cerca il riscatto ma non riesce a passare. Introno al trentesimo i granata rimangono in dieci per il doppio giallo al capitano Di Fusco. E’ il Taranto che si rende ancora una volta pericoloso con Tesser che da pochi passi invece di colpire a affondare il relitto granata ha uno scatto di altruismo e serve Plasmati che non si aspettava tanta grazia.
Gol sbagliato, gol subito: Ferrara di testa (ancora una volta) supera Barasso e porta il risultato ad essere meno cruento. Al triplice fischio finale è tripudio.

03 febbraio 2008

Taranto: prova di forza

Arrivano i gemelli dei baresi ma grazie alle genialate di Blasi anche una partita così attesa perde fascino. Fuori Mancini e D’Acol (misteriosa la sua assenza tra i convocati), recuperato Cejas, il Taranto affronta la corazzata di Pinna e del fresco ex Cammarata, preferito a Ferraro. Chiuse le curve, diretta televisiva per motivi di ordine pubblico.


Iaco, Iaco, Iacovone: 30 anni sono pochi per dimenticarti.

Quando Blasi non ci sarà più sarà ricordato come il presidente che riuscì a far disamorare un pubblico passionale come quello di Taranto. Indubbi i meriti sportivi, verrà ricordato per altro. Se lo ricorderanno per sempre gli abbonati di curva, per esempio.
Nonostante la chiusura delle due curve, i biglietti limitati in giro e il divieto degli abbonati di qualsiasi forma di rispetto, non c’è stata la corsa al biglietto. Nonostante la capolista e le tribune in mano a tanti tifosi ospiti e i tantissimi motivi di interesse che una gara del genere poteva muovere. Pinna e Cammarata con la maglia granata, per esempio. O il mancato transfert di Mancini, giusto per far capire quali sono le priorità di Blasi.
E’ una partita dai tanti aspetti: Mancini e Zito finiti al Siena, la società che ha dato in prestito Di Napoli alla Salernitana che può ritenersi una società assai vicina a quell’universo Gea così discusso. Il suo direttore sportivo, Fabiani, è sotto inchiesta per aver fatto da postino di Moggi nel consegnare schede telefoniche. Intrecci stani, insomma, proprio alla vigilia di una partita così importante.
Sarà l’occasione di vedere finalmente Plasmati: dopo tanti patimenti e bolli, finalmente all’esordio l’unico attaccante di ruolo (sempre che qualcuno si ostini a considerare Ascenzi un attaccante) e il ritorno di Prosperi a dare man forte al reparto arretrato.
C’è la diretta televisiva su Rai Tre per le zone di Taranto e Salerno, nonché sul digitale terrestre e sat di Conto Tv per i fuorisede (bisogna acquistare una scheda prepagata e subirsi i sorrisini di chi vi scambierà per il rattuso di turno…).
Nonostante tutto ci dispiace non vedere i gemelli dei baresi allo Iacovone. Il calcio è fatto di passione, sentimenti ma anche campanile. La rivalità con la Salernitana è inferiore solo a quella dei gemelli innominabili. Proibire ai granata la trasferta a Taranto è una sconfitta senza attenuanti di chi non riesce a gestire l’ordine pubblico per una partita di calcio. Non solo: pare che verrà precluso a tutte le tifoserie ospiti far visita allo Iacovone. Delirio su delirio. Fortunatamente noi potemmo andare all’Arechi.

UN GIRONE FA

Con un’invenzione del suo fuoriclasse a due minuti dal novantesimo, la Salernitana porta a casa i tre punti dopo una partita tiratissima e senza esclusione di colpi. La Salernitana in avanti ha un certo Di Napoli e un certo Ferraro. Vuole andare in serie B e lo dimostra. Da parte nostra tanta buona volontà e un Taranto che ha fatto la sua gara a viso aperto senza mai disunirsi e che per lunghi tratti di gara ha fatto vedere i sorci verdi alla corazzata granata.
Dopo una partita del genere non ci sentimmo di muovere alcuna critica al Magico: le sconfitte sono sempre amare ma, all’Arechi, solo applausi per i rossoblu.
L’ARRIVO ALL’ARECHI
In estrema tranquillità. All’uscita dalla tangenziale troveremo un massiccio spiegamento di FDO: come per la scorsa stagione, ci indirizzano verso una stradina stretta che costeggia la zona industriale. Sbucheremo senza problemi nel settore ospiti.
Diverse macchine arriveranno a Salerno, altre ancora girovagheranno per Pontecagnano e Bellizzi ma nulla da segnalare.
Un plauso meritato al servizio d’ordine: efficiente e discreto.
STADIO ARECHI: UNO SPETTACOLO
Lo stadio Arechi è uno spettacolo. Uno stadio per il calcio come il vetusto Iacovone. Entrare nel settore e vedere una muraglia umana avversaria dà una scarica di adrenalina. Dopo tante trasferte insulse, finalmente torniamo a Salerno alla grande. Saremo poco meno di cinquecento. Come sempre accade in queste occasioni, il Magico è seguito da chi ci tiene veramente alla maglia.
Poco meno di cinquecento ma buoni. Cori possenti, partecipati, vigorosi. Il settore, poi, aiuta molto. Tanti cori di scherno, insulti a tutta forza, qualche bomba carta, un fumogeno e un “pensiero” al direttore di Studio 100 da parte degli E.A.M. ma null’altro da segnalare.
La curva sud si presenta abbastanza piena (complice la chiusura dei distinti) ma anche la tribuna non sfigura. Da segnalare un enorme striscione per Ciccio Rocco, uno dei capi della Sud, alle prese con un sfida molto più importante di una partita di calcio. Un “in bocca al lupo” sincero da parte nostra e rispetto dal settore ospiti.
Quando la Sud partiva compatta erano dolori. Ma è successo di rado. Diecimila e più i tifosi granata. Noi siamo partiti molto prima del fischio iniziale e abbiamo intonato i cori di sempre. Questa volta molto orgoglio e sostegno alla maglia che cori inutili contro le Fdo.
Nel nostro settore gli ultras di casa li abbiamo sentiti un paio di volte durante il primo tempo e dopo il terzo gol. A testimonianza di un tifo nostro costante.

02 febbraio 2008

Uno spettacolo per pochi

Chiusa la Sud. Chiusa la Nord. L'abbonamento vale quel che vale. Diretta tv decisa per forza di cose e pochi spettatori presenti nonostante i 30 anni dalla morte di Erasmo. E' il calcio moderno. Ci avete rotto il calcio, davvero.

NEWS:Taranto-Salernitana in diretta in chiaro su Rai 3 per le zone di Taranto e Salerno.


Taranto-Salernitana per pochi. La visita dei fratelli dei baresi allo Iacovone passa in secondo piano, perchè visita non sarà, almeno non in via ufficiale. Il settore ospiti è chiuso per ordine dell'Osservatorio sui salernitani che prende atto della storica contrapposizione tra le tifoserie del Taranto e della Salernitana e determina l'annullamento dei biglietti a loro destinati (pertanto convertibili per particolari categorie di spettatori come famiglie, ragazzi delle scuole, associazioni di anziani, etc.) e vendita di un solo biglietto ciascuno e solo per Taranto e provincia.
Al contempo si terranno sotto controllo le tifoserie di Juventus e Livorno a causa dell'utilizzo di fumogeni. Sempre al contempo trapela la notizia che il settore ospiti dello Iacovone potrebbe rimanere chiuso fino alla fine del campionato.
Il calcio moderno, bellezza.

La società mette sul mercato i biglietti disponibili e molti abbonati della Nord si infuriano annunciando la volontà di rivalersi in ogni sede. I salernitani rimangono ufficialmente a casa ma qualcuno di loro potrebbe accomodarsi in tribuna per seguire la partita o semplicemente per essere presente a un evento sportivo, da libero cittadino in contestazione con delle disposizioni le cui basi di partenza rasentano l'orlo dell'incostituzionalità per stessa ammissione dei politici.

Taranto-Salernitana è una partita dal sapore di B per il blasone delle due tifoserie.
Ma Taranto-Salernitana è la prima partita casalinga di febbraio e come da tanti anni a questa parte è dedicata alla memoria di Erasmo Iacovone, quest'anno sono trenta e per onorare la sua memoria bisogna chiedere l'autorizzazione. Taranto-Salernitana è la partita della rottura anche per chi finora era stato scettico sulla contestazione a Blasi e la sua compagnia. Taranto-Salernitana molti la vedranno in tv, come calcio-moderno comanda, come portafogli comanda (e tanti saluti all'abbonamento). Taranto-Salernitana si gioca senza tifosi ospiti e con la Nord chiusa a tutti per degli incidenti provocati da pochi, non importa se già individuati e condannati pesantemente.
Spalti semivuoti e costosi e molti a casa, davanti alla tv forzata per potenziali problemi di ordine pubblico.

Questa Taranto-Salernitana rispecchia in pieno il concetto di calcio moderno e c'è poco da festeggiare, poco da essere ansiosi, poco da osservare e invece molto su cui dissentire.

L'articolo 21 parla chiaro
esporre il mio pensiero non è reato

CI AVETE ROTTO IL CALCIO

01 febbraio 2008

Blasi e le “mani legate”

Il Taranto chiude il mercato con un attivo importante e una squadra rafforzata in ogni reparto. In altri tempi ci sarebbe da complimentarsi e invece la sensazione è di totale smobilitazione. Per autocombustione.

Tutti i giornali di oggi fanno un resoconto del mercato e tutti concordano che il Taranto abbia fatto cassa. Una scelta legittima, se vogliamo, perché le società di calcio marginali come la nostra devono finanziarsi così, soprattutto quando vengono meno diversi presupposti: incassi in primis e sponsor vari. Perché non possiamo nasconderci dietro un dito che la stagione al di sotto delle aspettative e certe scelte discutibili hanno allontanato, di fatto, tutti gli sponsor.
Da quello che ci risulta la Siel non rinnoverà e altrettanto farà la Raffo, dopo lo “sgarro” del Raffo Fest in piazza Garibaldi post Salernitana-Taranto in cui i calciatori del Taranto, ospiti d’onore della manifestazione, diedero buca.
Con una squadra che fino ad adesso ha arrancato, sono andati a farsi benedire tutti i buoni propositi come il merchandising griffato B&B e i vari sponsor a Taranto Channel e di cartellonistica allo stadio che, di fatto, non portano cassa in quanto troppo onerosi e con un richiamo assai modesto.
Blasi, quindi, “costretto” a fare cassa. Anche perché il presidente è consapevole di aver fatto terra bruciata attorno a lui e l’ultima mossa di far pagare gli abbonati di curva ha definitivamente gettato la maschera sulle prospettive prossime venture. Perché Blasi sa che dopo questa stagione assai particolare (per usare un eufemismo), gli abbonamenti della prossima stagione caleranno drasticamente e, con essi, il cash flow che ha permesso alla società di fare l’ultimo mercato estivo. Non solo. Mollando tutti il 30 giugno la patata bollente dei costi di messa a norma dello stadio in base al decreto Pisanu passeranno ai nuovi potenziali acquirenti e tanti saluti a tutti.
Alla fine del mercato, quindi, il Taranto chiude con un attivo di circa un milione di euro e una squadra rinforzata in ogni reparto tranne in attacco dove i vizi di sempre non hanno permesso un effettivo salto di qualità. Rinforzato rispetto alla squadra che arranca a sei punti dalla griglia play off e costruita da Evangelisti: sarà il campo a dare la risposta definitiva perché i dubbi di una squadra costruita senza un criterio logico persistono eccome. Non esiste un’alternativa a Plasmati e su Plasmati bisogna costruire un nuovo impianto di gioco: a girone di ritorno abbondantemente iniziato non è una prospettiva assai lungimirante. Non solo: l’Arezzo ha preso Chianese (un altro di quelli col “bollo”) e il Pescara si è rinforzato: la concorrenza aumenta e il gap con le prime posizioni resta ampio.
Questo mercato, in condizioni normali, potrebbe passare anche come uno dei migliori dell’era Blasi. Ma la sensazione si smobilitazione per autocombustione si avverte in maniera massiccia.

31 gennaio 2008

Abbonato di curva? Prrrrr!

L'abbonamento non vale. Non è la giornata pro-Taranto ma è Taranto-Salernitana con la Nord e la Sud chiuse al pubblico e gli abbonati di Curva dirottati in Gradinata-Tribuna alle modiche cifre di 15-20 euro. E il concetto di tifoso sostenitore diventava sempre più chiaro.

News mercato: arriva Carrozza in prestito dal Pisa. Mancini al Siena ma resta in rossoblu come Zito.

Gli strascichi Taranto-Massese con in evidenza la chiusura del settore di Curva Nord, le prese di posizione e il seguente deferimento di Blasi e la nuova capienza, ridotta ulteriormente, dello Iacovone.
I biglietti disponibili dello spicchio di gradinata agibile, decurtati i posti riservati agli abbonati, sono 704 e verranno messi in vendita al costo ridotto di 15 euro. Quelli dello spicchio agibile di tribuna, sempre decurtati quelli degli abbonati, sono 1259 e verranno venduti al prezzo ridotto 20 euro.
Segue il link al file word del comunicato, scaricabile e conservabile per gli storici, e il link all’elenco delle rivendite che applicheranno i nuovi costi.

Il comunicato della società è chiaro e dettagliato e lascia poco spazio a dubbi e interpretazioni. Previo calcolo certosino dei posti totali già occupati dagli abbonati gradinata+tribuna, i posti disponibili rimanenti, anziché assegnati agli abbonati di curva vengono messi sul mercato senza alcuna precisazione su un diritto di prelazione che altrove sarebbe quantomeno scontato. Un diritto che si pensava essere acquisito (o meglio acquistato), ora dovrà essere conquistato a suon di quattrini e spintoni.

Chi prima arriva meglio alloggia e tanti, cari, saluti con buona pace di chi ora dovrà munirsi di buone ventose per affrontare la solita arrampicata sugli specchi in difesa delle vittime del sistema.

Chi ha sbagliato in quella famigerata Taranto-Massese sta pagando ( e duramente). Ma la giustizia sportiva ha deciso che a pagare siano tutti i tifosi della curva, nonostante nelle motivazioni della sentenza fosse fatto esplicito riferimento alla dissociazione da parte della restante parte del pubblico contro gli intemperanti. Ora è Blasi a decidere che a pagare siano gli abbonati di curva. Per fare cassa. Solo per quello. Una piccola, misera speculazione. E continuavano a farsi del male.

Blasi, brutto passo indietro

Come un fulmine a ciel sereno, si abbatte sugli abbonati di curva una mazzata senza precedenti.
Gli abbonati di curva dovranno comprarsi il biglietto per assistere a Taranto-Salernitana.

Cominciamo col dire che in occasione di Taranto-Pistoiese la prefettura e la questura avevano invitato esplicitamente la società a non fare furbizie. L’intervista al dott. Giusti rilasciata al Corriere del Giorno non lasciava spazio ad ulteriori interpretazioni. Chiara, precisa, quasi chirurgica, invitava il Taranto a non fare furbizie che non sarebbero state tollerate.
Invece Taranto-Pistoiese è stata bel altro. In gradinata gente che si è sistemata nell’anello inferiore, in tribuna gente che ha oltrepassato i limiti imposti dalle inferriate. Si sono aggirate le norme, ci sono stati obiettivi problemi di ordine pubblico.
Bisogna prendere atto che la capienza attuale di tribuna e gradinata (una volta tolti gli abbonati di tali settori) è appena sufficiente per coprire il numero degli abbonati di curva. 704 posti disponibili in gradinata + 1259 posti disponibili in tribuna fa 1963 posti.
La società, in questo frangente, è stata messa spalle al muro ma ha optato per la scelta più impopolare possibile. Comprendiamo e solidarizziamo con gli abbonati di curva che dopo il notevole esborso economico estivo, si ritrovano “scippati” dal sacrosanto diritto di assistere alle partite del Magico.
La società avrebbe potuto garantire la prelazione agli abbonati entro due giorni, per esempio, senza scatenare una caccia la biglietto e, soprattutto, imporre un prezzo politico per tutti quegli abbonati che hanno già dato (e tanto).
Una caduta di stile dopo il bel gesto di Taranto-Pistoiese. L’ennesimo.